Un itinerario romipeto documentato sin dall'alto medioevo, e che una fonte documentaria come gli "Annales Stadenses", della metà del Duecento, ritenevano fosse addirittura da preferire alla via Francigena
Per i collegamenti con Siena (e quindi con Roma) fra le “strate et vie mastre” del proprio contado i fiorentini usavano a preferenza la strada detta di “Sanctus Donatus in Pocis”, chiamata anche “via sanese”, a motivo della sua destinazione ultima.
La “strata per quam itur ad Pontem de Sieve” rivestiva una importanza notevole per Firenze poiché, oltre a collegare la città con le terre del versante destro del Valdarno superiore
All'’inizio del Trecento Giovanni Villani nella sua “Cronica”, con legittimo orgoglio municipale, affermò che a Firenze erano “trenta spedali con più di mille letta ad allogare i poveri e infermi”.