Chi è in cerca di una location suggestiva per trascorrere le vacanze, o semplicemente un fine settimana diverso dal solito, non può fare a meno di lasciarsi ammaliare dalla bellezza di Tremezzo, ridente e intrigante località che si affaccia sul Lago di Como. Tremezzo, vale a dire terra di mezzo, per la sua particolare collocazione geografica, a metà strada tra il valico del Canton Grigioni e la Pianura Padana: ecco un comune rivierasco piccolo ma composto da ben dieci frazioni, con Viano, Intignano, Volesio, Rogaro, Susino, Balogno e Bolvedro Superiore a monte e Bolvedro, Azzano e Portezza a lago, dove si trova anche la frazione di Tremezzo, che poi dà il nome a tutto il territorio.

Cosa fare da queste parti? Davvero di tutto: una passeggiata rilassante lungo il lago o una visita in una antica dimora nobiliare, una cena in un ristorante tipico o un bel pomeriggio rilassante in una spa come quella del Grand Hotel Tremezzo (tutte le informazioni sul sito Grandhoteltremezzo.com), la soluzione ideale per coccolarsi e per concedere un po’ di tempo a sé stessi, ricaricando le batterie e isolandosi dalle fatiche della vita di tutti i giorni e della routine quotidiana.

Tremezzo, poi, è un punto di riferimento per tutti gli appassionati di storia, visti gli oltre due millenni di vita di questa località. La Gallia Cisalpina, di cui Como faceva parte, era stata conquistata da Marco Claudio Marcello già nel 196 avanti Cristo, mentre circa un secolo e mezzo dopo Cesare aveva fondato Novum Comum, una colonia che permetteva di arrivare oltre le Alpi senza subire le aggressioni dei nemici. Chi desidera soddisfare, oltre all’intelletto, anche il palato non può non farsi tentare dal misulten, vale a dire il missoltino, la delizia locale: non è altro che l’agone, un pesce di lago che, dopo essere stato pescato, viene lasciato essiccare al sole prima di essere salato e poi aromatizzato con qualche foglia di alloro. In passato, il misolten veniva preparato durante la stagione estiva per conservarlo in vista dell’inverno, quando veniva portato in tavola con invitanti fette di polenta cotte alla griglia. Una tradizione che si è mantenuta inalterata nel corso del tempo: anche oggi i missoltini sono proposti dalle trattorie e dai ristoranti del posto.

Ma, d’altro canto, la gastronomia del Lario è così ricca di prelibatezze che si fa fatica a sceglierne una: tanto il lago quanto la terra offrono una varietà di prodotti a cui è difficile resistere. E non c’è bisogno certo di preparazioni troppo elaborate, come dimostrano la bontà e la semplicità della polenta di mais e farina di grano saraceno o le zuppe di verdure. Tra i primi, il piatto forte è, senza ombra di dubbio, il risotto al pesce persico, che viene proposto con dei filetti di pesce che, dopo essere stati fatti dorare in padella con il burro, vengono aromatizzati con qualche foglia di salvia. Tipico di Rogaro è, poi, l’asparago.