Partenza: Porta San Miniato (Firenze)
Arrivo: Piazza Duomo (Siena)
Lunghezza: 90 Km
Durata: 25h 45 min (a piedi)
Livello di difficoltá: Facile
Periodo consigliato: Inverno, Primavera, Estate, Autunno

Il collegamento con la via Francigena a Siena

Per i collegamenti con Siena (e quindi con Roma) fra le strate et vie mastre del proprio contado i fiorentini usavano a preferenza la strada detta di Sanctus Donatus in Pocis, chiamata anche via Sanese, a motivo della sua destinazione ultima. Essa costituiva il percorso più breve per giungere a Siena, ove intercettava la Francigena, e non a caso veniva usata anche dai pellegrini romei che transitavano per Firenze, come puntualmente attestano le memorie itinerarie. E’ significativo, peraltro, che lungo la via si trovasse uno dei ponti di cui si ha la più antica documentazione nell’area fiorentina: il Ponte della Sambuca, detto anche di Romagliano (o Romagnano), menzionato sin dal XII secolo, che sta ad attestare l’importanza e la vetustà della strada.

L’itinerario alterna tratti su stradine secondarie asfaltate a tratti su fondo sterrato. Il percorso è ben identificabile e non presenta problemi di orientamento. Dalla località di San Donato in Poggio, il percorso presenta carattere esclusivamente escursionistico con strade forestali a fondo naturale e sentieri. Anche le due varianti presentano caratteristiche escursionistiche.

Le tappe sono facilmente percorribili a piedi. Non vi sono particolari problemi di approvvigionamento idrico e di punti di ristoro, ad eccezione dei tratti corrispondenti alle due varianti. Il contesto collinare in cui si sviluppa l’itinerario fa si che vi siano frequenti variazioni altimetriche. Sono presenti scenari di eccezionale bellezza legati a persistenze storico-culturali tipiche dell’economia rurale toscana.

L’itinerario prevede due varianti: la prima conduce su un percorso panoramico, la seconda permette di raggiungere sant’Eufrosino, luogo di pellegrinaggio locale.

Strada Sanese e strada Romana

Nella prima parte del suo itinerario (da Firenze al fondovalle della Pesa) la via collimava con il tracciato di un’altra delle principali strade maestre del contado fiorentino, quella che sarà poi chiamata strada Regia Romana, che raggiungeva la Francigena a Poggibonsi, nella media valle dell’Elsa, proseguendo poi egualmente, ma con un percorso un poco più lungo, in direzione di Siena.

Entrambi i percorsi svolgeranno un ruolo sempre più rilevante nel quadro del sistema delle vie di pellegrinaggio allorché, nel corso del XIII secolo, si verificò quella che abbiamo definito la “cattura” della Via Francigena da parte di Firenze, quando cioè, con la valorizzazione della transappenninica per Bologna, i pellegrini romei, privilegiando i valichi del Mugello in luogo del passo della Cisa, fecero divenire Firenze un punto di sosta obbligato sulla via per Roma.

Delle due vie (la strada Sanese e la strada Romana) che almeno sino a tutto il XII secolo servirono a raccordare Firenze al tratto meridionale della Via Francigena in terra toscana, nel nostro progetto abbiamo privilegiato la “via Sanese”, poiché ci ha consentito di proporre tutta una serie di percorsi pedonali, talvolta rappresentati addirittura dall’antico tracciato della via sopravvissuto agli ammodernamenti sette-ottocenteschi. La strada statale n.2, erede della via Romana, si è infatti dimostrata meno adatta al nostro scopo di creare un itinerario alternativo, a motivo dell’intenso traffico che caratterizza alcuni suoi tratti, specie in corrispondenza dei grossi abitati (Tavarnelle, Barberino, Poggibonsi, Staggia) che si trovano lungo il suo percorso.

L’antico tragitto

Nel Medioevo il comune inizio del percorso delle due strade era in corrispondenza della Porta San Pietro Gattolino (attuale Porta Romana), usciti dalla quale iniziava la salita del poggio di San Gaggio, lungo la quale sorgeva lo spedale di San Giuliano a Colombaia, fondato nel 1363 nei pressi dell’antica “Fonte di Colombaia”. La via si dirigeva poi verso il Galluzzo, ove era un altro spedale (Santa Maria di Malavolta), con un percorso però diverso da quello della strada statale n.2, oggi riproposto dalla via del Podestà, lungo la quale sorgeva lospedale di Santa Lucia a Massapagana.

La strada procedeva quindi in direzione di Tavarnuzze, località che nel suo nome ha conservato il ricordo dell’esistenza in loco di una struttura di conforto per i viandanti, e poco dopo, ai piedi del castello di Montebuoni, attraversava la Greve per risalire verso San Casciano. Digradava poi nel fondo valle della Pesa dove, in località Ponte Nuovo, prevedeva due percorsi: la strada Sanese, che superata la Pesa alla Sambuca, guadagnava la linea spartiacque tra val di Pesa e Valdelsa e, con un percorso di crinale, arrivava sino a Siena; e la via Romana, che invece risaliva le colline che dividono la Val di Pesa dalla Valdelsa e si svolgeva poi per il fondo valle di quest’ultima e del suo affluente Staggia, giungendo egualmente a Siena, dopo aver intercettato la Via Francigena a Poggibonsi.